Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Sulla stampa ---- NTA ---- Eversione ---- Materiali di ricerca ---- Dis.Socia.


Trieste: condannato ideatore Nuclei Territoriali antimperialisti 25 Ottobre 2007, 12:49 http://www.instablog.org


TRIESTE - Tre anni di reclusione. Questa la condanna decisa dal gup del Tribunale di Trieste per Luca Razza, ideatore dei Nuclei territoriali antimperialisti. Razza però non andrà in prigione, perchè può confidare nell'affidamento in prova. Il suo avvocato Lorenzo Fabbro, ha già fatto sapere che ricorrerà in appello per far cadere l'aggravante per fini di terrorismo contestata dalla Procura. L'Nta firmò e rivendicò una serie di attentati. (Agr)

Il Gazzettino, Pordenone del 25/10

Una sessantina di eventi impegnò a lungo la Digos

«Nta, era terrorismo» Tre anni a Luca Razza

Trieste

Non una ragazzata, ma un'attività con finalità terroristiche. Il gup del Tribunale di Trieste l'ha tenuta in considerazione nel processo contro Luca Razza , il giornalista udinese che per sette anni tenne sotto scacco la Digos con volantini, attentati e rivendicazioni firmate dai Nuclei territoriali antimperialisti. Ieri la sentenza. Razza è stato condannato a tre anni e 300 euro di multa. Non beneficerà dell'indulto.Le imputazioni, oltre una sessantina, andavano dalla propaganda e apologia sovversiva, al danneggiamento aggravato.

Il Gazzettino, Pordenone del 25/10

Quella degli Nta è stata ...

(c.a.) Quella degli Nta è stata un'attività sovversiva. Il gup del Tribunale di Trieste, Raffaele Morvay, nella sentenza pronunciata ieri mattina contro Luca Razza, processato con rito abbreviato, ha riconosciuto l'aggravante della finalità terroristica. Il giornalista udinese che per sette anni tenne sotto scacco la Digos del Nordest con volantini, attentati e rivendicazioni firmate dai Nuclei territoriali antimperialisti è stato condannato a tre anni e 300 euro di multa. Non potrà beneficiare dell'indulto, che non è previsto per i reati di terrorismo. L'amico Gianluca Cosattini, il trentaduenne di Basaldella che lo aiutò a costruire la moka-bomba che nel '96 fu piazzata sotto l'auto di un militare americano a Spilimbergo, è stato condannato a un anno. La pena è stata interamente indultata perchè in questo caso il giudice ha escluso l'aggravante della finalità terroristica.

Le imputazioni, oltre una sessantina, andavano dalla propaganda e apologia sovversiva, al danneggiamento aggravato, violazione della legge sulle armi, istigazione a delinquere e altre ipotesi di reato minori. Razza e Cosattini sono stati assolti dalla propaganda e apologia sovversiva perchè il reato è stato abrogato lo scorso anno. Per Cosattini è arrivata l'assoluzione anche per l'apologia di reato. Una trentina i reati prescritti per entrambi gli imputati.

Il processo contro gli Nta, che dal 1996 al 2003 operarono nel Nordest con sei attentati e 26 volantini di rivendicazione, è cominciato lo scorso anno. Dopo che il pm Giorgio Milillo aveva fatto cadere l'accusa di associazione eversiva, erano rimaste in piedi solo le posizioni di Razza e Cosattini, arrestati nel gennaio 2004 assieme a Gian Antonio Pigat, di Colugna (Udine), per il quale il magistrato aveva riconosciuto la completa estraneità. Milillo aveva chiesto poi l'archiviazione per altre 29 persone, abitanti in Friuli Venezia Giulia e Veneto, che erano state sottoposte ad indagini prima che Razza si assumesse interamente la responsabilità degli atti eversivi attribuiti agli Nta.

La sigla terroristica apparve la prima volta nel 1996 a Spilimbergo, quando esplose la prima moka-bomba. Poi altri cinque attentati, sempre senza feriti. Razza - tradito dall'uso di una tessera telefonica prepagata e usata per annunciare telefonicamente le rivendicazioni - ha sempre sostenuto di aver fatto tutto da solo. La difesa - gli avvocati Lorenzo Fabbro e Livio Bernot per Razza e Renato Cicuttini per Cosattini - avevano insistito sulla mancanza di micidialità degli ordigni e sul fatto che Razza, più che da sovversivo, aveva agito da mitomane. Non è stato della stessa idea il pm, che aveva chiesto 4 anni e mezzo per il "padre" degli Nta e tre per Cosattini. Ne è convinto, limitatamente a Razza, anche il giudice, che nella sentenza ha fatto pesare l'aggravante della finalità terroristica.

Il Gazzettino, Pordenone del 25/10

Si è inventato gli Nta di punto in bianco.

Una rivoluzione tutta sua che per anni ha fatto impazzire gli investigatori, convinti di dover stanare un gruppo legato alle Brigate rosse. Ma Luca Razza, 49 anni, udinese, ora residente a Maniago, non vuole saperne di essere definito terrorista. Arrestato nel 2004, collaborò con gli inquirenti spiegando che i «Nuclei territoriali antimperialisti ero io, soltanto io, l'ho fatto perchè avevo dei disagi, ma non volevo far del male a nessuno».

La sentenza pronunciata ieri, se da una parte gli è favorevole perchè la pena non supera i tre anni di reclusione e gli permetterà di accedere all'affidamento in prova, gli sta stretta per quell'aggravante che la difesa ha tentato di far cadere in ogni modo, contando anche su una perizia e una controperizia che dovevano accertare la micidialità delle due caffettiere-bomba fatte esplodere a Spilimbergo e ad Aviano, quando furono commessi gli attentati contro le auto dei militari della base Usaf, per i quali Razza è stato condannato. La perizia del gup, affidata a un artificiere dei carabinieri, diceva che gli ordigni erano micidiali, per via delle schegge scaraventate a diversi metri di distanza. I periti del collegio difensivo sostenevano invece che le bombe non potevano uccidere. Ma a incidente sulle richieste del pm e la decisione finale sono state le valutazioni del maresciallo Andrea Forcello, del Comando provinciale dei carabinieri di Udine.

La difesa, comunque, non si ferma. «In termini generali siamo soddisfatti - afferma Lorenzo Fabbro - Ma continueremo a insistere sul fatto che non c'era la finalità terroristica, per Razza è anche una questione personale». Il legale, assieme all'altro difensore di Razza, Livio Bernot, faranno appello. L'obiettivo è di escludere l'aggravante, ottenere una pena più mite e la condizionale.

In ogni caso, visto che non si superano i tre anni, la sentenza pronunciata ieri dal gup Raffaele Morvay dà già la possibilità a Razza di evitare il carcere. «Può accedere all'affidamento in prova ai servizi sociali», conferma l'avvocato Fabbro ricordando che il giornalista udinese dopo l'esperienza nel carcere di Venezia è riuscito a reinserirsi nell'ambito lavorativo, sempre nel settore dell'editoria, e si ricostruito una vita. L'affidamento in prova gli darebbe quindi la possibilità di continuare a lavorare.

C.A.








Sulla stampa ---- NTA ---- Eversione ---- Materiali di ricerca ---- Dis.Socia.

Personal tools
naviga in LPP