Dopo lo sgombero violento dello ZetaLab di Palermo la settimana scorsa, che al di là dei motivi legalitari (lo spazio era stato assegnato a un’altra associazione) ha lasciato molte perplessità anche in chi non conosce la realtà palermitana per il trattamento dei richiedenti asilo anch’essi sgomberati (e siamo a pochi giorni dai fatti di Rosarno) e degli stessi attivisti che operano con successo nel sociale da anni in un contesto scomodo, ieri, dopo il corteo di sabato, è stato nuovamente occupato lo stabile di via Boito e si è riaperto il tavolo delle trattative con le istituzioni. Qui il comunicato dello Zeta, Forse non lo sai ma pure questo è amore. Qui la solidarietà dell’associazione Peppino Impastato.
In Val Susa invece la grande e partecipatissima manifestazione contro il Tav e tutte le mafie di sabato ha lasciato il posto a eventi inquietanti che per loro natura confermano le denunce dei valsusini e l’impegno antimafia di tutta la lotta al Tav in Italia. Ignoti, che si firmano si tav-tac, hanno bruciato un secondo presidio storico della Val Susa, quello di Borgone (dopo quello di Bruzolo) e giovani del Pdl han provato a emulare l’originalità e l’ironia tipiche delle contestazioni valsusine, prelevando nottetempo il no dalla grande scritta alle pendici del Musinè “No Tav”, dando così, involontariamente, risalto alla povertà della proposta affarista e prepotente della “grande opera”. Il nuovo benvenuto in valle “… Tav” rimane oggi più che mai una traccia desolante e pietosa di questa enorme ed ennesima truffa che ci sovrasta. Qui una pagina da Indymedia con un comunicato (congiunto tra comitati italiani, francesi e spagnoli) e un paio di commenti sugli ultimi fatti accaduti.
ManCo



